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Ricetta n2 -final ris
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Il nostro fingerfood

Oggi lavoro un po’ con la fantasia e propongo qualche piattino veloce per aperitivi fuori dagli standard canonici, privilegiando, fin dove possibile, la freschezza e la leggerezza.

Ricetta n2 -2ris

La prima proposta è un grande classico, il tonno alla messinese, ma… a fornello spento!
Riduco a filetti dei pomodorini di Pachino e tiro via i semi, li unisco a capperi di Pantelleria dissalati e tagliati grossolanamente e qualche oliva nera, precedentemente denocciolata e ridotta in pezzi.
Condisco con del buon extravergine, preferibilmente nocellara, per restare in zona, e dispongo in un bicchierino a fare da fondo.
Vi adagio sopra un po’ di tartare di tonno pinne gialle condito con lo stesso olio e un pochino appena di sale rosa (e niente limone, guai!).
Per dare colore e la giusta acidità alla presentazione termino con una piccola quantità di yogurt greco e un ciuffetto di aneto fresco (che non è siciliano, ok, ma ci sta bene lo stesso!)

Ricetta n2 -3ris

La seconda proposta, molto coreografica se si usa il giusto piatto, è sicuramente “pensata” cercando di esaltare e proporre in sequenza una buona varietà di gusti base.
In un piattino rettangolare più lungo che alto dispongo l’amaro, il sapido con l’acido e, per finire, il dolce. Procedo: comincio con una manciata di germogli di porro, appena conditi con un extravergine fruttato non acido (al solito, adoro i provenzali, altrimenti cerco qualche alternativa nazionale) e poche gocce di sale nero liquido, ottenendo così l’amaro. L’assaggio centrale è rappresentato dall’ottimo salmone selvaggio dell’Alaska affumicato, condito (si fa per dire) soltanto con qualche seme di nigella sativa, dal sapore delicatamente pungente, e, a parte, per l’acidità, un pochino di salsa al rafano. Infine, il dolce: mezzo acino di uva bianca e mezzo di uva nera con qualche goccia di glassa di uve moscato… provatelo, ne vale la pena.

Ricetta n2 -1ris

Per finire, ricordando che hanno scoperto il fuoco, mi decido ad utilizzarlo anch’io!
Prendo un bello scampo nazionale, lo privo delle chele (che non getto, qualcosina da farci, fosse anche un sughetto veloce per condire gli spaghetti la si trova sempre…), lo sguscio e lo aromatizzo con zenzero in polvere e pepe nero di Tasmania, niente sale.
Avvolgo lo scampo in una bella fetta di guanciale, fermo con due stuzzicadenti, “sporco” appena nel pangrattato e lo friggo in abbondante olio extravergine.
Nel frattempo, nel piattino di presentazione dispongo preferibilmente una mora o, secondo i gusti, anche qualche mirtillo o lampone, aggiungo lo scampo lasciato prima sgocciolare su carta assorbente e completo con poche gocce di glassa all’aceto balsamico e fichi, servo caldo.
Buon appetito!

guido (IO)