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GUIDO

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Tutti devono credere in qualcosa. Io credo che mi farò un altro caffè. (Anonimo)

Sono Guido Stellato, fedele  sempre e soltanto al mio alter ego femminile, (la) Guida Stellata (o bibbia rossa Michelin). OK, chi mi conosce starà già dicendo: “questo non cambia mai, ma ogni tanto essere un po’ serio no eh?”, chi invece non mi conosce, beh spero  (o temo,  forse) che si faccia presto un’idea! Allergico alle sfoglie di pane azzimo di frumento, mi nutrirei, secondo alcuni, di giovanissimi e teneri esemplari di  homo sapiens sapiens ma al momento, non si ha certezza scientifica dell’affermazione. Gli ingredienti principali che mi compongono: sregolatezza, presunzione, scarso senso pratico, un pizzico di superbia, genialità (come negarlo…), abbondante egocentrismo, dissacrazione in purezza, passione (tanta, ma dà sapore al piatto), narcisismo q.b., …insomma, se fossi un piatto mi vedrei come una pizza rustica: saporita, abbondante, eccessiva forse, un miscuglio di dolce, amaro, salato…, comunque gustosa, nutriente, talvolta (quasi, suvvia amico, un po’ di modestia) un piatto unico. Il tutto annaffiato da un generoso calice di autoironia d(‘)annata!
Mai semplice da digerire.

guido (IO)


ALICE

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E all’ideatore del blog, di cui sopra, si aggiunge l’autrice di quasi tutti i testi: io, Alice. La ragazza nel Paese delle Meraviglie, che guarda i gatti nella canzone di De Gregori, sorella gemella di Ellen Kessler. Ecco, io non sono nessuna di queste tre, ma volevo semplicemente fornirvi degli spunti per ricordare il mio nome e se proprio non riuscite ancora, beh, chiamatemi pure “la cantante”. Sì perché, come potete facilmente intuire dal soprannome, canto. Musica classica e lirica. E adoro mangiare. Un binomio che reputo vincente e che dà grandi, enormi, incommensurabili soddisfazioni per il corpo e l’anima. Quale momento migliore se non quello di abbandonarsi a intramontabili pagine di musica lasciando cantare il proprio io interiore? La drammaticità di un Requiem, la gioia travolgente di un’Alleluia, la potenza di un’opera lirica: sentimenti contrastanti che affollano le nostre vite e che i grandi musicisti sono riusciti a descrivere così sapientemente assemblando, in innumerevoli combinazioni, solo sette note. Da maghi del calcolo delle probabilità. Io invece, che non ho mai avuto buoni rapporti coi numeri, mi limito a eseguire, ma con passione. E con lo stesso slancio divoro qualunque cosa di commestibile mi capiti sotto i denti, quando la fame mi precede (in pratica, sempre).


ML

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Un giorno la mia ricetta di patate all’uovo verrà contesa da maestri stellati di fama planetaria.
Nell’attesa fotografo (e mangio) le ricette dello chef, meglio se con calice di buon rosso alla mano.

 

 

 


DAVIDE

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Gran “mangione” da sempre. La mia fame leggendaria si perde nella notte dei tempi: si racconta che mia nonna temesse per la mia salute e pensasse che il pediatra stesse facendo esperimenti su di me. Uno svezzamento all’insegna di frullati di ogni genere, che bevevo, beato, senza troppi problemi. Di qui la mia passione per i nuovi gusti, che ripropongo (o perlomeno ci provo) nei miei esperimenti in cucina.
Cresciuto tra Milano e quella terra di confine (anche culinario) che è il Friuli, dell’Italia prediligo però la ricchezza di specialità del Sud. Intendiamoci, il risotto mi piace, forse è il piatto che mi riesce meglio, ma la pasta non può mancare per più di un paio di giorni, rischio astinenza.
La cucina etnica? La adoro, anzi, la amo come la mia dolce metà ecuadoregna. La Cocina de la Abuela, quella tradizionale, della nonna è entrata ufficialmente nel mio menù settimanale.
Che altro aggiungere? Sarò un arido informatico, come mi definiscono bonariamente i miei colleghi, ma non si può certo dire che a tavola non ci metta il cuore.


MARGHERITA

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“Non si sa proprio da chi abbia preso questa bambina…” Così iniziavano i miei genitori quando dovevano descrivere ad amici e parenti il mio amore per la cucina… E tuttora che ho 26 anni, a parte per la parola ‘bambina’, questa frase di presentazione è rimasta uguale.  Mi chiamo Margherita, Food and Beverage Manager di professione, cuoca per passione e gastronoma per amore. Il cibo per me ha sempre avuto un fascino particolare: da un lato le sue trasformazioni mi incuriosivano, dall’altro la sua capacità di essere il mezzo privilegiato per manifestare affetto e amore alle persone mi ha sempre affascinato. Per questo motivo, quando Guido mi ha proposto di collaborare alla realizzazione di un blog per amanti della gastronomia, non ho sentito neppure l’esigenza di chiedere ulteriori informazioni: sapevo che partecipare sarebbe stato come un ritrovarsi a tavola con amici, e non vedevo l’ora che i miei articoli si trasformassero nei più golosi piatti da portata.