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Si può essere qualcuno semplicemente pensando

Si può essere qualcuno semplicemente pensando.                                                                                                     (Alda Merini)

“Pensa ai bambini in Africa che muoiono di fame”.
Non ho figli, altrimenti forse l’avrei detto anch’io.
Quale madre/padre/zio/nonna…per cercare di “commuovere” il pargolo inappetente non ha pronunciato la fatidica frase? Ovviamente le intenzioni sono più che nobili: il cibo è bisogno primario ed è giusto preoccuparsi che un bambino, a cui siamo fortemente legati, se ne approvvigioni a sufficienza, quindi ogni escamotage è ammesso.
Del resto, Machiavelli insegna “il fine giustifica i mezzi”…ma TU, madre/padre/zio/nonna…a quei bambini in Africa, Sudamerica, o anche Italia che non hanno di che sfamarsi, ci pensi veramente? Cosa fai per loro? Cosa facciamo? E cosa insegniamo in merito ai nostri figli?
Eccovi una mia idea, magari stupida, una sfida, vediamo chi la raccoglie! Perché non prendete un salvadanaio e, ogni volta che pronunciate la famosa frase, non dite al bimbo “guarda, se tu mangi, la mamma (o nonna, zio, cugino…) mette questo soldino nel salvadanaio e poi, a fine anno, per Natale, quando tutti siamo più buoni, con i soldini da parte compriamo la pappa per i bambini che non ne hanno?”
Intanto dimostrate, in primis a voi stessi, che a quei bambini ci pensate veramente; magari stimolate gli impuberi di scarso appetito a fare altrettanto; e, hai visto mai, magari così mangiano davvero di più e ne siete pure contenti!
Parentesi – sono ideologicamente contrario all’elemosina, la trovo funzionale al sistema e quindi esecrabile, ma procurare del cibo da condividere con chi non ne ha è diverso, è donare un po’ di vita – fine della parentesi.
Mi impegno sin da ora a prendere anch’io un salvadanaio e, a dicembre, pareggerò le cifre raccolte da chi avrà deciso di aderire alla balzana iniziativa!!!
Magari si potrebbe pensare ad una cena organizzata dai frequentatori del Café Stellato, invitando come ospiti i più bisognosi. Potrebbe anche essere occasione di conoscenza, confronto, scontro, tra chi scrive e chi ha voglia di leggere. È bello associare un volto ad un nome, condividere cibo e sguardi, per poi ripartire.
E, magari, cucinare un boccone un po’ meno amaro del solito!

guido (IO)

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