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Maggio: fioretti, rose e tradizioni

Perfetta fragilità di sfumature, un delicato profumo e un’eleganza cromatica che sboccia in mille petali, dal puro candore ai toni rosso acceso. Le rose, così semplici e al contempo così complesse, ad arricchire e addobbare gli altari dedicati alla Madonna. Maggio si presenta così: in punta di fiori e di fioretti. Preludio dell’estate, è, per antica tradizione cristiana, il mese in cui si fanno delle piccole rinunce, dei piccoli sacrifici da dedicare a Maria. Usanza, questa, rispettata rigorosamente anche in casa Stellato. L’universo femminile si preparava (e si prepara tutt’oggi), dunque, a trentun giorni di piccole privazioni in compagnia di zie, cugine, amiche. Un supporto morale di fondamentale importanza, che aiutava molto ad alleggerire il peso del buon proposito. Al contrario, gli uomini non si curavano particolarmente di tale aspetto religioso. Pare non fosse, in generale, un’attività prettamente maschile. Io, poi, ateo da sempre, non mi ponevo certo il problema. Maggio era un mese come un altro.
La fatica, perciò, stava nell’individuare qualcosa che piacesse davvero, il cui stare lontano provocasse un po’ di sofferenza. Quindi, solitamente, la scelta, data la ricchezza gastronomica partenopea, ricadeva sui dolci. E vista la vicinanza all’estate si poteva unire l’utile al dilettevole: prepararsi alla prova costume.
Varie le scuole di pensiero: da quelle più ascetiche e rigorose (che bandivano anche le fette biscotte) a quelle più laiche e libertine che si concedevano comunque un cornetto al mattino perché considerato prima colazione. Sulla marmellata, però, l’accordo era unanime: non si poteva mangiare. Troppi zuccheri.
In questo clima un po’ austero, dominato da diverse filosofie, ricordo con tenerezza le lacrime dei bimbi alle feste di prima comunione, di anniversario o compleanno. Piccoli, ingenui non riuscivano a capacitarsi delle rinunce a tante golosità delle proprie madri.
Del resto, si sa, le tradizioni vanno rispettate anche se hanno qualche spina, come le rose di maggio.

by Alice Olgiati

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