Libiamo Traviata
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Libiamo!

Per festeggiare con voi l’apertura del blog vi proponiamo un celeberrimo Brindisi: quello di Traviata. Il primo atto, ambientato a casa di Violetta Valéry, è gioioso e mondano: baroni, marchesi, visconti si alternano sulla scena intrattenendo la ricca padrona che invita a brindare. Alfredo, alzando il calice, canta una melodia allegra, fluente, a tempo di valzer. Violetta, di tutta risposta, invita a cogliere l’attimo fuggente godendo di ogni occasione che la vita offre. Un frizzante e brioso champagne sigilla la nascente passione amorosa tra i due protagonisti. Vino di alta classe, dunque, per celebrare un amore destinato purtroppo, ancora una volta, a sfociare in dramma. Raffinato gourmet, Verdi è anche un grande (ed esigente) intenditore di vini (francesi) come ce lo dimostrano le innumerevoli ordinazioni ai suoi amici nonché fornitori di prelibatezze. Così scrive la consorte Giuseppina Strepponi all’amico Mauro Corticelli, segretario di Adelaide Ristori, nota attrice dai valori risorgimentali, che in quel periodo recitava in Russia mentre Verdi si apprestava ad approdare a San Pietroburgo per la rappresentazione della Forza del Destino:

Quanto poi al vino ecco il numero delle bottiglie e le qualità che Verdi desidererebbe:

  1. 100 bottiglie piccolo Bordeaux per pasteggiare
  2. 20 bottiglie Bordeaux fino
  3. 20 bottiglie Champagne[1]

E di pugno del Maestro la seguente richiesta a Kleinguti, antica pasticceria genovese:

Due bottiglie di Cognac finissimo, due bottiglie di Rhum vero Giamaica, sei bottiglie Old Port, sei bottiglie Champagne Moet Chandon[2]

Che dire? Un palato sopraffino!

 

Testo dell’aria

 by Alice Olgiati

 

[1] Giuseppina Strepponi, lettera presso Museo Teatrale alla Scala, Milano, 1861

[2] Giuseppe Verdi, lettera a Giuseppe De Amicis (cugino di Edmondo), amico intimo di Verdi, 27 maggio 1900

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