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La festa dei lavoratori

…ti brucia in petto – è odio mosso da amore... (99 posse)     

Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo (approvata dall’ONU il 10 12 1948):

Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro…(Art. 23 comma 1) magari ad Haiti, ad un dollaro al giorno…..                               Ogni individuo ha diritto ad un livello di vita sufficiente… specialmente per quanto concerne l’alimentazione…(Art. 25 comma 1) e oltre 3 milioni di bambini all’anno muoiono di fame…               …poi a Milano c’è l’EXPO, che bello!!! Ma arrivano i black bloc, perché? Oggi sono a Napoli, in famiglia, mi sa che in 3 giorni che resto ingrasso 3 chili, ma non è colpa mia, mamma cucina troppo bene….mamma cucina troppo…mamma cucina…già, noi abbiamo da cucinare! Noi abbiamo (troppo) da mangiare. Intanto a Milano i black bloc devastano, bruciano, perché?
OK, lo dico subito senza problemi, sono a Napoli, ma una parte di me, quella che sente il “calore che brucia in petto”, oggi vorrebbe essere a Milano, cappuccio in testa a fare scempio, perché?         Non giustificateli, ci mancherebbe, non giustificatemi, no grazie, ma almeno, chiedetevi perché? Perché?
Perché, sono/siamo solo dei pazzi violenti? La violenza non va mai bene, giusto, ma, perdonatemi, un salario quotidiano di meno di un dollaro al giorno pagato dalle multinazionali non è violenza? Lasciare che 3,1 milioni di bambini sotto i 5 anni muoiano di fame ogni anno (dati Unicef) non è violenza?…
Ma “se tutto intorno è bene chi tutela il male quando il bene si prepara ad ammazzare?”
Lo so, farnetico, sono pazzo, è vero, “je so pazzo…e nun ce scassate ‘o cazzo…”                                         E termino salutando zia Naninella, scomparsa da poco, ricordando un proverbio che mi ha insegnato… ”p’avè a che fà co ‘o fetente ce vo ‘o fetentone”… e purtroppo mi sento molto più fetente che fetentone…                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          guido (IO)

11 commenti

  1. Margherita Spinelli

    Io sinceramente mi dissocio… capisco la rabbia ma non penso che cercare di combattere la violenza di non dare da mangiare a una parte del mondo si possa combattere con altra violenza (quella di sfasciare una città)… sarò un’illusa ma penso che la violenza si possa combattere solo con il buon esempio…

  2. guido (IO)

    ciao Margherita e grazie.
    Intanto vorrei chiarire che se è vero (e non lo rinnego) che una parte di me avrebbe volentieri sfasciato è anche vero, e lo affermo già nel post (…mi sento molto più fetente che fetentone) che questa parte è minoritaria, tanto è che sono a Napoli e che, in definitiva, soppesati i più e i meno del caso anch’io non giustifico la violenza e non la accetto, anzi la condanno fermamente. Ma il mio provocare (ovvio che fosse questo l’intento) era basato su altro: in primis, non liquidiamo quei criminali (si li definiamo così, giustamente) come semplici pazzi esaltati, non è così che risolviamo il problema, chiediamoci piuttosto (sempre secondo me, sia chiaro non voglio dare affermazioni assolute) cosa li spinge a comportarsi così: solo voglia di violenza? ma no, basterebbe la domenica allo stadio, anche meno controlli…!, cerchiamo di capire come rimuovere alla radice le loro motivazioni, continuando a esecrare, sia chiaro, ma cercando di porci delle domande. A tale proposito,giusto per fare un nome, ma ce ne sono altri (..EXPO, nutrire il mondo….con Coca Cola e McDonald’s?) la Nestlè è importante sponsor Expo, beh, faccamo una ricerca (non sull’angolo del comunista, basta wikipedia) su quante e quali condanne abbia ricevuto la Nestlè dalle più alte istituzioni mondiali, controlliamo pure. Vediamo cosa dice l’Unicef a proposito dell’uso del latte in polvere nei Paesi più poveri, o cosa dice in merito l’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità..). Per non parlare delle condizioni dei lavoratori nelle piantagioni del cacao (forse è per questo che il cioccolato ci risulta amaro, un po’ come il boccone?) Quanta violenza (sempre secondo me, sia chiaro), quindi, e Nestlè non è l’unica. OK possiamo dire che la violenza non si combatte con la violenza che genera altra violenza ecc…ecc… vero, però quell’altra violenza ce la ricordiamo? la combattiamo? o, anche se più grave, ci pare meno eclatante e tendiamo a dimenticarcene? Ora non voglio annoiare e stringo, il grande teologo Carmelo Dotolo dice che una discussione è vero dialogo se alla fine i partecipanti “decentrano” sia pure impercettibilmente dalla posizione iniziale, se ognuno resta fermo sulle sue posizioni non c’è stato dialogo, ma solo monologo. Il tuo commento mi ha fatto decentrare, lo ammetto, non so se, avendolo letto prima, dopo avrei pubblicato il post, mi hai aumentato dubbi e perplessità. Grazie! E, se ci saranno altri commenti, bene, magari serviranno a migliorare il piatto che ho preparato, che sicuramente non è la mia migliore creazione, che sicuramente resterà indigesta, ma che potremmo “arricchire” di qualche piccolo sapore? Resto convinto che interrogarci sul perchè delle azioni, anche dei nostri nemici, ci aiuti a capire meglio le cose, a combattere anche meglio in difesa di quello in cui crediamo

  3. Guido Stellato

    Caro Davide, nulla di più facile che un po’ di demagogia…dai…
    mi chiedi se sono pronto a vedere incendiata la mia auto e distrutti i miei negozi? E aggiungo anche la mia abitazione a Cornaredo, si certo!!!
    Se serve a evitare la morte anche di un solo bambino (uno, non milioni, uno!!!) anche ora, subito, sinceramente, genuinamente, consapevolmente!!!!
    Tu invece?
    Tu invece?
    Tu invece?
    ………………………..
    Tu invece?

    vedi, è facile fare demagogia

    • Davide Fabris

      E’ proprio questo il punto: scrivi che se serve a evitare la morte anche di un solo bambino sei disposto a vedere distrutti i tuoi beni. Quindi tu pensi sinceramente che le devastazioni del primo maggio serviranno a salvare anche un solo bambino? Io sinceramente no, le prendo per quelle che a mio giudizio sono: devastazioni da parte di un gruppo di delinquenti scalmanati che le hanno attuate solo per il gusto di devastare, con il pretesto della protesta.
      E non servono certo a smuovere le coscienze, ma solo a fare incazzare (o peggio, disperare) chi si vede distrutte le proprie cose e devastata la propra città senza poter far nulla.
      Per quanto riguarda la tua domanda ti rispondo senza ipocrisia: no

  4. Alice

    Comprendo la rabbia per lo sfruttamento e la fame del mondo, situazioni che purtroppo non cambieranno se non ci sarà un cambio di rotta più umano e meno opportunistico nella società e nelle gerarchie.
    Ma NON comprendo e NON condivido la violenza in tutte le sue forme. Appoggiare delle azioni incivili, che hanno coinvolto peraltro persone assolutamente estranee, non lo reputo per niente giusto.
    Manifestare, sì, è un diritto, ma con criterio, esprimere le proprie opinioni, sì, ma con sale in zucca.
    Vivrò nel mio Paese delle Meraviglie, ma sono convinta che la violenza generi solo altra violenza e che l’inciviltà e il non rispetto si combattano con l’educazione e il senso civico.

  5. guido (IO)

    Ok, sono bravo a non farmi capire ma stavolta è evidente che mi sono superato! Lasciando perdere ogni provocazione (verbale o scritta) sono per la non violenza quindi condanno e non giustifico (tranne nei momenti di impeto non ragionato, e solo in senso figurato, del resto pure Bergoglio dice “se mi insultano la mamma tiro un calcio dove fa male…”)senza se e senza ma ogni forma di violenza. Ogni forma, sempre e comunque.Sempre, senza alcuna eccezione, NO alla violenza!!! Ma liquidare l’azione di quei criminali (tali sono) con il casco nero come violenza fine a sé stessa secondo me è sbagliato e anche poco conveniente. Per combattere il nemico io mi sforzo sempre di comprenderne le ragioni (anche se sbagliate e che, ripeto, non giustificano i gesti), così posso affrontarlo al meglio; quando mi si viene a dire che la violenza genera violenza (e sono d’accordo, ci mancherebbe), mi torna a mente la storia dell’uovo e della gallina e dei loro natali….ma non è che “questi” ritengono che la loro violenza sia appunto la risposta ad una precedente violenza? Provo a spiegarmi: http://www.unicef.it/doc/286/allattamento-al-seno.htm è un link al sito Unicef, che dice cose interessanti, leggetelo per favore, quindi dopo averlo letto vi chiedo: ma fornire latte in polvere nei primi giorni, con conseguente “termine della produzione” di latte nelle mamme (anche in natura vige la regola della domanda e offerta….) non è che possa essere considerata violenza? Un genitore il cui figlio beve latte in tetrapak inquinato da inchiostro non permesso (per cui esiste condanna da parte di un regolare tribunale italiano) non può sentirsi vittima di violenza? Un raccoglitore del cacao a pochi centesimi di dollaro al giorno si sente tutelato o sottoposto a violenza? OK, violenza genera violenza, ma noi, quest’altra violenza la accettiamo come tale ( e se si, cosa facciamo per combatterla? dove sono sdegno e indignazione?) o la consideriamo come un effetto collaterale del “sistema” e ce la facciamo star bene? Sono pieno di contraddizioni e ipocrisie, sia chiaro, non voglio ergermi ad esempio per nessuno, però vorrei almeno che fossimo consapevoli, per poi (come faccio io magari) fregarcene e continuare tranquillamente: mangiamo senza problemi quello che c’è nel piatto, ci piace, amen! ma chiediamoci cosa c’è nel piatto, come c’è arrivato e a che prezzo. Siamo consapevoli, coscienti delle cose! Allora forse, capiremo che la violenza (ribadisco fino alla noia, da condannare sempre) non la si esercita solo con spranghe e bastoni. Ultima considerazione: siamo tutti italiani e tutti DOBBIAMO essere fieri dell’EXPO e di quello che rappresenta, giusto!!! Ma visto che l’Italia è stata condannata dalla Corte Europea di Strasburgo per tortura (i fatti della Diaz), noi come italiani, siamo tutti fieri di essere torturatori? Come ci si sente? A me qualche problema lo crea, a voi? O no, questo non c’entra, qui il senso di appartenenza vacilla, del resto noi siamo “italiani brava gente” e quindi “tutto va bene madama la marchesa”????

    • marilena

      Fiera di essere italiana perchè unici a salvare gli emigranti sui barconi (a parte i Salvini, la cui mamma è sempre incinta) La corte di Strasburgo ci ha si condannati giustamente per i fatti della Diaz, ma quando verrà a baciare i piedi di tutti i siciliani ed italiani che salvano migliaia di persone ogni anno? E quando condannerà Francia, Germania. Regno Unito etc. per abbandono? Ricordati violenza segno di inciviltà e fai bene a condannarla perchè mai può essere giustificata.

  6. donatella

    al di là della ovvietà di prendere le distanze da chi avvalla la violenza in tutte le sue manifestazioni, penso a ieri, domenica 3 maggio e alle ventimila persone che così, spontaneamente e senza troppi clamori sono “scese in piazza” a pulire quello che era stato sporcato a ripristinare quello che era stato distrutto; ecco
    penso che fosse quella la “manifestazione” alla quale partecipare……

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