copy casa di paglia
0 commenti

La casa di paglia, vanto dell’Oltrepo

Eccomi all’ultimo giorno. Dispiaciuta che questa bella avventura stia per finire, ma felice di aver scoperto questo splendido angolo d’Italia. Un crocevia di influenze lombarde, piemontesi liguri e romagnole, di un tempo di altri tempi, che respira nelle case in pietra, nei verdi boschi, nelle parole della gente che incontro. Il passato si rianima con piacere nei sorrisi e negli occhi luminosi delle signore che chiacchierano con me. Pur non conoscendole mi immedesimo. È bello condividere esperienze altrui partecipando alle loro emozioni, è bello essere accolti con gioia e affetto, è bello sentirsi a casa.
Dopotutto una vacanza è anche questo, giusto?

Meta della mattinata è la casa di paglia. No, non è quella costruita dai tre porcellini per salvarsi dal lupo cattivo, ma è un’importante opera di bioedilizia della zona. Viviana e Alain, due cuori impavidi che stanno portando avanti con passione questo progetto, mi accolgono calorosamente.
L’incanto di trovarsi in un’abitazione “vivente”: un’anima di travi in legno, pareti di paglia compressa e un intonaco di terra e calce naturale. Un salotto spazioso che si affaccia sui dolci declivi pavesi.

interni-e1435056485805

interno-e1435056063801

E poi tanta luce che inonda ogni angolo e illumina i volti di Viviana e Alain.
Perché non è stato semplice per lei lasciarsi alle spalle un lavoro che le piaceva per dedicarsi totalmente ai due bimbi, Pierre e Mathieu, perché è sempre difficile lanciarsi in nuovi progetti (soprattutto se sono troppo “diversi” dal pensare comune), perché… Ma non importa. Il messaggio arriva forte e chiaro: se credi in ciò che fai, se il tuo lavoro ti entusiasma, allora vai avanti con coraggio e non mollare mai!

Con questo ottimismo che aleggia palpabile nell’aria, mi appresto ad assaggiare fette di pane fatto in casa accompagnate da particolari gelatine al rosmarino e a pere e zenzero (di loro produzione) insieme a del formaggio. Semplici prodotti della terra che arrivano dai quattro ettari intorno alla casa. Una produzione finalizzata alla creazione di particolarissime composte (e non solo!) frutto dell’incontenibile creatività di Viviana.
Un’agricoltura che segue i principi della permacultura, rispettando i cicli naturali senza sconvolgerli.
Insomma, a tutta natura!

Dopo questo rigenerante incontro, parto in direzione Eremo di S. Alberto di Butrio, una costruzione del XI secolo fondata sui ruderi di una fortificazione romana.

Eremo di S. Alberto di Butrio

Il silenzio è sovrano e s’incontra con le tonalità che qui in primavera vanno per la maggiore: verde brillante e azzurro intenso. A quasi 700 metri d’altezza, posso respirare la calma di un luogo mistico, intessere un dialogo con la mia interiorità e sentirmi libera. A tu per tu con me stessa.

Scendo per strade impegnative e in “leggerissima” pendenza verso Varzi. Il paesaggio mi regala sempre grandi emozioni che non potrò mai dimenticare. Una tavolozza di colori. Pare uno spot della United Colors of Benetton.

paesaggi Oltrepo

Nutrito lo spirito, anche il corpo vuole la sua parte. Una piacevole sosta a base di ravioli varzesi di brasato mi rifocilla a sufficienza per salutare questo splendido borgo medievale.

ravioli-varzesi-di-brasato

Arrivederci Oltrepo, è stato un piacere!

 

Un grazie speciale a Viviana, Alain e ai piccoli Pierre e Mathieu per il tempo e l’attenzione che mi hanno dedicato

A Marco Rognoni per le foto degli interni della Casa di Paglia

by Alice Olgiati

Scrivi una risposta