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Il digiuno del gourmand

Adoro le ostriche: ho l’impressione di abbracciare il mare con la bocca.
(Leon-Paul Fargue)

Ebbene sì, amici miei, secondo la tradizione da maggio ad agosto ci tocca fare penitenza: in base a un’ordinanza della polizia di Parigi del 1752 niente ostriche fino a settembre (l’antica usanza di consumare le ostriche solo nei mesi con la “R” nasce proprio in tale data)!!! Oggi questo “divieto”, legato, nei tempi addietro, alla difficoltà di conservare le ostriche nei mesi più caldi dell’anno fortunatamente è decaduto, quindi…approfittiamone!

Conosciute e apprezzate sin dall’antica Grecia, come tutte le opere più alte della natura vanno rispettate: consumiamole “nature”, crude, eviterei anche il limone!!! Apritele, gettate via la prima acqua (troppo ricca di calcio) e dopo 20-30 minuti le nostre amiche avranno prodotto una seconda acqua, più delicata e…gnam!!! Ricordate, l’ostrica non si mastica, ma voluttuosamente, con passione, si inghiotte, evitando magari di imitare Balzac, che, pare, riuscisse  a mangiarne una quarantina come antipasto…beato lui!
Povere di calorie, grassi e colesterolo, sono ricche di proteine, vitamine e sali minerali: una scelta salutistica quindi!!! Accompagnate, ça va sans dire,  da un millesimé all’altezza…

Nota finale: le ostriche perlifere non sono da mangiare, al ristorante non aspettatevi sorprese…

guido (IO)

 

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