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“SAI COSA? QUESTO ALMENO LO PROVO, DATO CHE L’HO FATTO IO”

 

La funzione educativa di cucinare coi bambini

È un sabato pomeriggio come tanti altri, e i piccoli allievi della scuola di cucina che ho improvvisato a casa mia sono riuniti intorno al tavolo: grembiuli in vita e matterelli alle mani non vedono l’ora di scoprire cosa prepareranno oggi.

Ma prima di iniziare, puntualmente, domando loro se gli sono piaciuti i piatti che hanno realizzato dopo la scorsa lezione. Ingenuamente e spontaneamente, un bambino mi confessa di aver divorato tutto, nonostante in precedenza si fosse sempre rifiutato di mangiare sia le olive che il formaggio utilizzati nella loro preparazione.

Al momento non faccio molto caso a questa risposta, anche perché i bambini non me ne danno il tempo: la mia attenzione è interamente risucchiata dalla loro voglia di imparare, dalla loro euforia nel manipolare il cibo e dal loro entusiasmo misto a trepidazione nell’assistere a processi ‘magici’ come quelli della lievitazione in forno.

Tuttavia, dopo averli visti andar via saltellanti ed eccitati all’idea di far provare le loro creazioni ai rispettivi genitori, mi torna in mente la frase di quel bambino. E tutto ad un tratto mi accorgo di quanto queste lezioni, nate quasi per gioco, riescano ad assumere importanza anche dal punto di vista dell’educazione alimentare, nel suo senso più ampio. Il poter cucinare dà l’opportunità ai bambini di dar sfogo alla loro creatività, e al tempo stesso li educa alla determinazione e alla pazienza: affinché un impasto venga buono, elastico e morbido al punto giusto, bisogna concentrarsi, sudarci un po’ su e magari rifarlo due o tre volte. Allo stesso modo, bisogna rispettarlo, dargli il tempo prima di lievitare e poi di crescere nel forno: nella (buona) cucina, niente può essere ‘tutto e subito’… il ready-to-eat che ora va tanto di moda, non vi trova spazio. Infine, l’essere protagonisti di ciò che preparano investe i più piccoli di un senso di responsabilità mista ad una maggiore elasticità mentale: “Se l’ho preparato con le mie mani, devo almeno assaggiarlo… non può essere poi così cattivo”.

Da quel giorno, ogni volta che cucino con loro, penso che tutti i bambini almeno una volta dovrebbero mettersi ai fornelli con mamma e papà.

by Margherita Spinelli

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