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19 aprile 2015

Spero, suor Gemma, spero. Mi resta la speranza.  (Ignazio Silone) 

Ore 12.50, sono in negozio a lavorare (o a far finta, dite pure quello che vi pare, oggi non ho neanche voglia di replicare, non è giornata), è quasi ora di andare a casa e, mah vediamo che si dice in giro … www.corriere.it e non ho neanche la forza di piangere, mi sento solo una merda, lasciatemelo scrivere. Forse settecento, forse un po’ meno, magari qualcuno si salva, speriamo…ah, già, comunque non c’erano italiani a bordo, meno male! (Pare che sia l’unica cosa che conti, qualsiasi tragedia ogni disastro…si ma non c’erano italiani, ma perché noi se moriamo moriamo più degli altri?). Ma come si può, oggi morire così, annegando, su un peschereccio carretta del mare, con la pancia vuota, per inseguire la SPERANZA di poterla riempire…..e poi penso, eh no, cazzo! Invece è “ovvio”, “naturale” che oggi loro muoiono così, muoiono per poter permettere a me di stare comodamente seduto al computer a scrivere ‘ste quattro cose, forse per liberarmi un po’ dal peso, forse perché, boh! Muoiono perché è il mondo che gira così. Sono “funzionali al sistema” “perdite necessarie”.  Lo so, lo accetto, me ne fotto, almeno però, ogni tanto lo scriverlo, lo sbattermelo in faccia mi costringe almeno a riflettere, in attesa di andare a fare la spesa al supermercato: che mangio oggi? Ah, le banane compro quelle di “AltroMercato” del commercio equo e solidale, come sono buono! Mi piaccio tanto! Buona domenica a tutti

guido (IO)

6 commenti

  1. Tilde

    Hai dato parole al mio stato d’animo, grazie, oggi mi sento un peso allo stomaco tanto che il mio cervello fatica a mettere assieme tutti i pensieri che lo affollano. Poi in giro sento spesso commenti irripetibili, scelgo tra i più “carinì” ……Ma non possiamo mica accettarli tutti!!!…..questi poi se ne approfittano……aiutiamoli a casa loro !!!(quale casa…il capo profughi???)…….forse fra qualche decenno ci laveremo la coscienza con un’altra bella giornata della memoria

  2. Guido Stellato

    Forse se ci fermiamo a riflettere un po’ tutti, chissà, riusciamo a evitare la giornata della memoria, o almeno, forse, a ritardare il prossimo, inevitabile naufragio. Grazie a te per condividere il nostro comune stato d’ animo

  3. gaetano pinto

    Cari Tilde e Guido,da credente” patentato” mi chiedo quale sia la portata del comandamento “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Glissando sull’assunto piuttosto utopico di amare un altro alla stregua di me stesso(Ma stiamo scherzando?!)vorrei soffermarmi piuttosto sulla valenza del termine “Prossimo”,tante volte adoperato nel linguaggio cristiano:appunto,chi è il prossimo,il Mio prossimo? In teoria,mi viene subito di pensare,è chiunque,qualsiasi essere umano, a qualunque latitudine si trovi(Al limite anche l’alieno,perché no?)Ma appena scendo nel concreto,la prospettiva si restringe terribilmente,mi rendo conto che il più delle volte non scambio il saluto nemmeno col mio vicino di casa!Nel mio ristretto elenco rimangono allora la famiglia,qualche amico,al più la squadra del cuore di quell’ancora di salvataggio quotidiana che è (almeno per me) il calcio:e i migranti?? Devo confessarvi che malgrado tutti i miei sforzi di “buonismo”,vengono inesorabilmente rimossi,o per meglio dire””derubricati”… Gesù usava spesso una parola per sintetizzare questo genere di situazioni:Ipocrita. Allora come oggi l’ipocrita è colui che porte una maschera dietro la quale nasconde tutti i suoi casini e i suoi compromessi. Dunque sono un ipocrita,forse tutti lo siamo,ciascuno a suo modo:parafrasandoti,Chef,sarà anche a causa dell’ora tarda,mi sento anch’io di colpo una perfetta merda. Ma quando realizzi ciò c’è sempre un lato positivo della faccenda,uno spiraglio a cui appigliarti,così,giusto per “salvarti in calcio d’angolo”-come si dice in gergo calcistico-. Appunto:mi rendo conto che è meglio tornare a parlare di calcio.

  4. Amedeo

    Se osserviamo la Storia non possiamo non essere disgustati dai massacri, genocidi, tradimenti, ingiustizie, guerre di ogni tipo… Ed è probabile che il futuro non sia diverso, anzi, c’è pure il rischio che l’umanità si dissolva in crisi ecologiche, esplosioni nucleari o devastazioni causate da manipolazioni genetiche. Leibniz si chiese se il male sia necessario e se il nostro mondo, con tutti questi crimini e sciagure, sia il migliore dei mondi possibili. In altre parole, è possibile un mondo senza ingiustizie e sofferenze? Semplificando il complesso ragionamento leibniziano, potremmo sintetizzarlo così: poiché ogni essere umano è libero, nel momento in cui una grande moltitudine di esseri liberi interagisce e poiché non sono infinitamente intelligenti è inevitabile la presenza del male. Il male, come sosteneva già Agostino e in modo simile Aristotele e Platone, scaturisce da una mancanza, da una imperfezione, che è sostanziale per un individuo-finito quale è l’essere umano. Nemmeno Dio può evitarlo se vuole dare la massima libertà agli individui. E con questo? A mio avviso, solo una concezione basata sull’immortalità dell’anima può superare le ingiustizie e le sofferenze umane. Buona giornata e cari saluti a tutti.

    • Guido Stellato

      Perdonami ma proprio la Storia ci insegna che nonostante le Religioni vecchie quanto l’Uomo siano da sempre presenti beh, i risultati li vediamo ogni giorno! Solo l’Uomo può salvare se stesso, in maniera “terrena” su questa nostra Terra

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